Immagini – Sakura (supercell)

Altra immagine originale da cui è tratta una delle testate (le image-header subito sotto il titolo del blog). Questa era copertina dell’album dei supercell. p.s. clic per ingrandirla!

21 pensieri su “Immagini – Sakura (supercell)”

  1. Sì, ma le posto poco alla volta (ogni due giorni) per avere almeno un post al giorno ^_^
    …e tra alcuni giorni ho programmato anche delle immagini sulla natura giapponese di artisti/fotografi professionisti… davvero bellissime! ^___^

    1. Allora mi raccomando, ripassa domani sera dopo le 6 che ne trovi un’altra proprio di ciliegi😀
      Ah, prova a cercare questo kanji, 桜 , su google immagini, scegliendo “grandi” nella colonna di sinistra (-_^)

  2. Significa proprio ciliegio, nel senso dell’albero… I fiori di ciliegio sono 桜花 (ouka) o, con il vecchio kanji si preferisce la pronuncia alternativa, 櫻花 (sakurabana).
    Le ciliegie invece sono dette sakuranbo, scritto in kana, ma sarebbe 桜ん坊

  3. eh sì, infatti io sapevo la traduzione di “ciliegio” con “sakura”… menomale che l’hanno semplificato un pò😄
    Comunque a proposito di ciliegie, in questo caso… non capisco di una parola qual’è la parte scritta in kanji.. cioè come viene divisa una parola scritta con kanji e kana?
    Mi ricordo vagamente con i kanji si usano per le radici delle parole.. ma non so di preciso cosa si intenda per radice!

  4. La parola che ho scritto prima, 桜坊 sakuraNbo, è un po’ un caso raro… lo so, in effetti è strano vedere dei kana in mezzo alla parola (a volte succede per evitare di scrivere un kanji difficile, p.e. in asaGOhan, colazione, che scrivo spesso 朝ご飯 …ma non è il nostro caso con sakuranbo). Perlopiù hai che la radice, all’inizio, è il kanji, il resto è in kana… e se sai come leggere i kana える eru) della parola 考える (kangaeru) sai, avendola studiata, che dovrai leggere “kanga” al posto del kanji e poi “eru” per i kana…
    Ma per chiarire tutto devo fare una premessa. I kanji vengono dalla Cina e vennero “messi” dentro parole giapponesi in base al loro significato. Ad esempio in Giappone si usa la parola “omou” per dire “pensare”. Però un tempo i giapponesi non avevano scrittura, così presero i kanji cinesi…
    ad esempio il kanji di “pensiero” è 思 , così i giapponesi lo “ficcarono” nella parola omou:
    思う (omo.u) pensare (nel senso di “la penso così”, “ti penso (con affetto)”, “ricordo”, affetto…)
    …un altro kanji che presero era 考 , così lo misero nella parola giapponese “kangaeru”
    考える (kanga.eru) pensare (ma in senso più logico, tipo “ragionare”, avere un’idea, ecc.)
    La maggior parte delle parole scritte con kanji e kana (come qui sopra) è di origine giapponese e si tratta perlopiù di verbi o aggettivi…
    Però in cinese esistevano anche parole “complesse” che univano più d’un kanji… importando quelle, o unendo due kanji per formare parole più complesse o astratte, i giapponesi non potevano dire, ad esempio “omou-kangaeru” per leggere la parola 思考 (un pensiero, una considerazione) e nemmeno “omo-kanga”… così, dato che i cinesi leggevano diversamente questi kanji, ne presero anche le pronunce, “shi” e “kou”, ed ecco la parola “shikou” (思考).

    Dunque molto spesso una parola che contiene dei kana ha una radice (che è quella che ne esprime non proprio il significato, ma perlomeno l’idea generale) che è data da un kanji letto alla giapponese (kanga.eru) Viceversa una parola il cui suono deriva dalla pronuncia di origine cinese dei kanji è in genere scritta con più d’un kanji e zero kana (shikou).

    Normalmente (le eccezioni esistono sempre) si parla di “radice” solo se la parola è d’origine giapponese, perché la radice della parola è data dal kanji, e il resto è in kana. Come spesso accade in italiano! P.e. “acquatico” ha la radice “acqua” che ti dà un’idea generale del termine “acquatico”, no?
    nb una radice intesa in senso grammaticale può contenere dei kana… cioè se considero “kanga.eru”, cioè 考える la radice in senso grammaticale è 考え con un kana, perché la radice in grammatica è la parte che non cambia quando “vario” il verbo o l’aggettivo.
    In italiano esistono parole come “calma” “calmata” “calmarsi”… la radice è “calm-“. O, volendo complicarla un filo… vero, verità, veritiero, verace, verdetto, verificarsi, verificabile (ovviamente è solo una coincidenza se “vergogna” e “veranda” iniziano con “ver”)
    In giapponese la radice, nel senso della parte che ha un significato, corrisponde al kanji…
    La radice in senso grammaticale può pure contenere un kana, come kangae-.

    Risolta la questione radice, veniamo a noi… ci sono parole, credo solo parole i cui kanji hanno pronunce giapponesi che per “suonare meglio” sono unite da kana… sono abbastanza rare.
    桜ん坊 sakuranbo è una di queste, 真ん中 mannaka è un’altra, 真っ赤 makka, un’altra ancora.
    Queste parole sono così per “suonare meglio”, il discorso sulla radice viene meno… anche perché in genere si tratta di prefissi o suffissi che si uniscono a qualcosa… Per esempio:
    真っ赤 makka completamente rosso / d’un rosso intenso
    真っ黒 makkuro completamente nero / d’un nero intenso
    真っ白 masshiro completamente bianco / d’un bianco perfetto
    Come vedi la prima parte si ripete anche con diversi colori, questo perché 真っ è un prefisso. Questo prefisso serve a “intensificare” la parola seguente, p.e. dire che qualcosa è completamente di quel colore o che il colore è bello forte, non tenue o sbiadito!
    Quindi è inutile cercare qui una radice, sarebbe come cercare la radice in “capo-stazione” o capo-ufficio”… la radice non è “capo” perché è una parola composta (mentre posso chiedermi quale sia la radice di capo, capitale, caporale, capitano, capocchia…)

    Scusa la lunghezza del commento, ma per risponderti in modo chiaro era necessario chiarire delle cose…

  5. Ahahah no, non ti preoccupare anzi scusa se magari ti faccio riscrivere cose che già hai postato!
    Comunque credo di aver capito, leggendo i tuoi esempi.. ma sempre non mi spiego come faccio a sapere che kanga lo scrivo in kanji ed eru in kana! Come faccio a capire come “spezzare” la parola in kanji e kana? C’è qualche regola da applicare??
    E poi quello che non capisco è perchè esistono 2 pronunce: on e kun.. con quale pronuncia dovrei leggere una parola? Con quella cinese o giapponese?
    ps: mamma mia, per me è davvero complicato, scusa :S

  6. E’ una domanda che ogni tanto mi fanno… molto semplicemente quando impari la parola “pensare/ragionare” in giapponese, cioè kangaeru impari che è 考える e quindi impari che la parte in kana è solo “eru”. Non è diverso dall’imparare che si scrive “cuoco” e non “quoco”,, “acqua” e non “aqua” o “accua”, ecc.
    Ad ogni modo ci sono anche dei trucchi che l’esperienza suggerisce… la gran parte dei verbi ha come kana l’ultimissima sillaba (o vocale), ad esempio abbiamo 迫る (sema-ru), 思う (omo-u)…
    Dunque se ti ricordi un verbo, ma non ti ricordi quale parte è in kana (dove devi iniziare a scrivere in kana la parola), la prima cosa cui pensare è che solo la desinenza verbale sia in kana… è molto facile perché al presente finiscono in -u (sono u, ku, gu, su, tsu, nu, mu, ru)
    Lo stesso vale per quasi tutti gli aggettivi, che finiscono in -i (a volte in -shii) e na. Queste terminazioni sono in kana, il resto sai che sarà nel kanji (ovviamente quale sia la pronuncia lo devi imparare da te, come hai imparato che action si legge acsciòn^^).
    Ovviamente ho delle situazioni particolari o non avrei problema alcuno… ad esempio tra gli aggettivi in -i, ci sono quelli che finiscono in “-shii”, questi hanno “shii” scritto tutto in kana.
    Tra gli aggettivi in -na ci sono quelli che finiscono in -raka(na) e -yaka(na) …e questa parte è in kana.
    Trai verbi invece, ci sono quelli che finiscono in -eru e -iru acui si deve prestare molta attenzione perché alcuni appartengono a una coniugazione particolare.
    Ovviamente devi vedere la cosa dal punto di vista di chi ha già studiato una data parola, si ricorda delle forme, per esempio, ma non si ricorda esattamente come si scrive…
    Se io mi ricordo che “taberu” (mangiare) al passato fa “tabeta” allora so che appartiene alla particolare coniugazione di cui dicevo prima… e quindi suppongo che “be” sia scritto in kana…
    Perché i verbi di questa particolare coniugazione (che finiscono tutti in -eru e iru) hanno il suono E (oppure “i”) in un kana, non nella radice (cioè non nel kanji).
    Insomma, per scrivere “taberu” scrivo 食べる e non 食る (cioè metto il suono E, nel kana “be”, per così dire, “fuori dal kanji”).
    Purtroppo per verbi fatti da due sillabe soltanto (p.e. “miru”) questo discorso non vale… ma non sono poi molti^^
    C’è anche un’altra regola, per i verbi in generale…
    Devi sapere che mentre studi i kanji impari che per moltissimi kanji esistono coppie di verbi con significato simile, ma usati uno come transitivo e l’altro come intransitivo.
    P.e. hajimaru si usa per dire “la lezione comincia” (la lezione è soggetto), mentre se voglio dire “io comincio il mio lavoro” (lavoro complemento oggetto) uso hajimeru.
    Il trucco con queste coppie di verbi, che ovviamente avrai imparato studiando il kanji, è molto semplice… la parte “comune” è il kanji, il resto è in kana.
    (hajimaru) 始まる ・ 始める (hajimeru))
    (naoru) 直る ・ 直す (naosu)
    …quindi, se ti ricordi (come devi!) la coppia di verbi, sai subito cosa va scritto come parte del kanji e cosa va scritto in kana…
    Ok, spero sia chiaro…^^;;;;

  7. Le pronunce…
    Il motivo per cui esistono due pronunce l’ho spiegato nel precedente commento…
    Il giapponese era una lingua orale…. non sapeva scrivere “yama”, montagna, ma ovviamente usava la parola.
    I cinesi gli portarono dei simboli scritti e gli dissero che 山 indicava una montagna.
    I giapponesi allora iniziarono a scrivere 山 e a leggerlo “yama”.
    Poi però i cinesi importarono anche parole più complesse, non so, magari “vulcano”, che si scrive: 火山
    Gli insegnano la parola, cioè il significato della parola vulcano E come leggere i kanji: “ka-zan”.
    La parola entra nel giapponese parlato e scritto e così lo stesso simbolo 山 mantiene la vecchia pronuncia, yama, ed una nuova pronuncia (“san”, o “zan” a seconda di come suonava meglio nella parola).
    Per questo la maggior parte delle volte un kanji viene letto con la pronuncia di origine giapponese se “è da solo” (cioè è esso stesso una parola) e con la pronuncia di origine cinese se “è in compagnia di altri kanji”, cioè (fa parte di una parola).
    Esempi del primo tipo sono parole come
    人 (hito) persona
    日 (hi) giorno/sole
    月 (tsuki) mese/luna
    火 (hi) fuoco
    風 (kaze) vento
    年 (toshi) anno
    Se però voglio dire “data” (nel senso, per es. di 28/9/2011) scrivo 年月日 e lo leggo “nengappi”
    Ovviamente non è che tutte le parole del giapponese vengono dal cinese… i giapponesi sapevano benissimo cosa fosse un vulcano… ma il cinese arrivò in giappone e si affermò come lingua dei colti… probabilmente usare la pronuncia cinese per parole note “faceva molto fine”, tutt’oggi più un testo è colto, raffinato, e meno parole di origine giapponese usa. Cerca di sostituirle con parole equivalenti in cui i kanji hanno pronuncia di origine cinese.

    Come le impari… ovviamente studiandole. Non è diverso dal nostro imparare gli accenti.
    Bisogna imparare che circùito vuol dire una cosa e circuìto, con l’accento sulla “i” vuol dire una cosa completamente diversa… E in generale non puoi pronunciare, che so “generalè”… se sei uno straniero è una cosa che impari imparando la parola “generale”… ne scopri il significato nella tua lingua e cerchi di imparare come si pronuncia… proprio come tu hai imparato che “action” si legge “acsciòn” (-_^) Se invece devi studiare il giapponese, quando impari il kanji di mese, ne scopri anche le pronunce di origine cinese e, possibilmente, impari la parola nengappi. Tutto qui ^___^

  8. Mmmh ok. Mi sa che ora ho capito qualcosa in più pur non avendo iniziato a studiare i kanji😀
    Cioè quella cosa delle pronunce ora le ho capite.. praticamente si usano contemporaneamente: kun se il kanji è solo, on se il kanji è unito ad altri kanji!
    Però ancora non mi è chiaro perchè in “taberu”, “be” che sta al centro si scrive così: べ
    non hai scritto prima che un trucco è quello che si solito in kana si scrive l’ultima sillaba o vocale/consonante? In questo caso è al centro…
    Comunque sia, sì hai ragione che il metodo di studio alla fine non cambia da una lingua all’altra nelle pronunce o nello scrivere… Nel caso del giapponese o di altre lingue che usano gli ideogrammi a posto delle nostre lettere, per me, è più difficile in quanto le parole non si leggono per come si scrivono.. cioè le leggi in “romaji”, ma devi imparare e sapere bene tutte le pronunce! Rispetto invece, alla maggior parte delle altre lingue in cui si legge per come si scrive… a parte delle eccezioni, ovviamente; ma sono poche rispetto al giapponese&co😄
    Cambiando argomento(o forse no?), da qualche parte mi pare di aver letto che si pensava di voler “eliminare” i kanji dalla scrittura giapponese… boh, mi sembra di aver letto un articolo qua sul web, in cui in una runione non si era d’accordo sui mantenere i kanji, che sono comunque una scrittura antica, che si è trasmessa anche per tradizione, diciamo… tu come la pensi?? Io da un lato, pur ammettendo che i kanji sono affascinanti e fanno comunque parte della tradizione giapponese, sono d’accordo se non venissero più usati😄 insomma, cancellarli significherebbe semplificare la vita degli stessi giapponesi e degli stranieri che voglio imparare la lingua! Cioè, non avrebbe senso poter scrivere たべろ a posto di 食べる? Insomma, usando solo i kana… alla fine il significato si sa.. si capisce lo stesso senza bisogno di usare i kanji! Tutto sarebbe moooolto più semplice… E pensare che addirittura, se ne usano solo 1945, a posto del 2000 e oltre!
    ps: pensi che studiare anche il cinese, aiuti a capire un pò di più il giapponese, visto che i kanji derivano dal cinese?

  9. No, ho scritto bene… _normalmente_ l’ultima sillaba è in kana (o meglio,non l’ultima “sillaba”… potrebbe pure essere una vocale, la U, per i verbi, come in omo-u 思う)
    Questo però solo normalmente!
    Poi come dicevo “Ovviamente ho delle situazioni particolari o non avrei problema alcuno…”
    Per riconoscere alcune di queste situazioni particolari ci sono dei trucchetti… p.e. molti verbi che finiscono in -eru e -iru non hanno solo l’ultima sillaba in kana, ma anche la precedente! Taberu è proprio un esempio, fa 食べる (ta-beru)
    Secondo trucchetto sta nel ricordarsi la coppia e vedere la parte comune. Quella corrisponde al kanji, il resto è scritto in kana. P.e. 始まる haji-maru / 始める haji-meru
    Gli aggettivi in -i, che _normalmente_ finiscono con il kana -i (es. in “kashiko-i” la “i” finale è l’unica parte in kana!), se però finiscono col suono “shii” allora hanno due kana “fuori dal kanji”, shi e i… ad esempio 楽しい (tano-shii)
    Poi abbiamo aggettivi in -na (es. 自由な jiyuu(na) è un normale aggettivo in na)… però quelli che finiscono in -ka(na), -raka(na) e -yaka(na) …hanno tutta la desinenza che ho scritto in kana.
    Es. 静かな、安らかな 、和やかな sono shizu-ka(na), yasu-raka(na) e nago-yaka(na),
    …penso che messa così sia molto chiara e se leggi bene si capisce sicuramente… che poi non hai le basi della lingua, quando le avrai tornando qui dovrebbero andare a posto molti pezzi del puzzle che per ora è incomprensibile ovviamente…

    I kanji sono praticamente ineliminabili. Se leggi questo commento http://studiaregiapponese.wordpress.com/commenti-e-consigli/comment-page-4/#comment-275
    capirai che certe parole scritte in kana non significano molto… si dice che in giapponese ci sono “troppi omofoni” cioè troppe parole suonano allo stesso modo…
    Ad esempio noi abbiamo “attaccare”… se dico solo questo tu penserai a un significato, ma è lo stesso che intendevo io?
    Es1: L’esercito attaccò il castello
    Es2: Paolo attaccò il quadro alla parete
    Per moltissime parole giapponesi vale questo stesso discorso. Si è parlato di eliminare i kanji, ma è un discorso vecchio e sepolto (specie in questi tempi di forte nazionalismo)… tanto che da fine anni ’80 ad oggi hanno variato 2 volte la lista di kanji ufficiali e l’hanno sempre aumentata, portandola prima ai 1945 che conosci tu e l’anno scorso a 2136 (mi spiace essere io a darti la tragica notizia, ma sì, sono aumentati^^)

  10. Ok, adesso ho capito molto meglio in linea di massima con questo “specchietto”, pur non avendo le basi della lingua!! :D:D:D Grazie mille!! (per tano-shii si aggiunge la i perchè è un prolungamento no?🙂 )

    Ma davvero sono aumentati?? T_T cioè, in effetti da qualche parte avevo letto 2136.. e non capivo il perchè, visto che io sapevo 1945!! che disdetta!! ahahah vabbè tanto ormai 190 in più 190 in meno non fa differenza!! xDDDD
    E grazie ancora per le news e le curiosità🙂 mi serve certamente essere informata!!

    1. direi “ci sono due i quindi è un allungamento” (o prolungamento, è lo stesso)
      Una cosa interessante è che un allungamento crea sempre un minimo d’accento…
      tanoshii si legge con accento sulla a e sulla prima i: tànoshìi

      2136, sì, ma siamo onesti… se uno ne studia quasi 2000, arrivare a 2136 non mi pare una tragedia^^

  11. Io praticamente mettevo l’accento in quasi tutte le parole sull’ultima lettera😄
    Siccome tempo fa frequentavo un sito(livemocha) per imparare il giapponese, dove ci sono le lezioni audio..cercavo di captare qualche accento!, e in generale di conoscere più parole possibili.. poi l’ho abbandonato perchè i relativi esercizi delle lezioni si facevano veramente difficili😄 per una che alla fine le basi per “leggere” in kana e kanji non ce l’ha.. che impresa!

    1. Sotto “indice”, in barra, trovi “imparare l’hiragana”, se non l’hai già visto… penso possa essere utile per imparare senza grosso sforzo, facendo una lezione ogni 2 giorni più o meno… In pratica ti basta leggere e fare l’esercizio che ti viene chiesto di fare semplicemente leggendo al pc… Poi certo, sarebbe bene esercitarsi a scrivere, ma per quello io non posso farci niente^^

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