I tratti nei kanji: regole, siti e software

Non metto mai molta enfasi né sul numero dei tratti (画数 , kakusuu) né sull’ordine dei tratti (筆順 , hitsujun). L’ordine con cui tracciare i tratti che compongono un kanji è uno solo (così come, ovviamente, il numero di tratti), perché ufficialmente deciso dal Ministero dell’Istruzione giapponese. Per quanto queste regole siano facili (le trovate nell’immagine sopra) sono, a mio parere, regole inutili. Torna utile però sapere qualcosa in proposito per due motivi:

  • l’ordine dei tratti aiuta a scrivere bene il kanji
  • conoscere il numero di tratti nel kanji aiuta a trovarlo su un qualsiasi dizionario cartaceo, anche se non ne conoscete la pronuncia o il radicale.

Nessuna delle due cose è assolutamente indispensabile, ma siccome a imparare le due cosette che vi suggerisco, ci vuol davvero poco, perlomeno provate a seguirmi in questo discorso (o in alternativa saltate all’ultima parte su siti, font e software utili). 

Quel che importa davvero è saper contare, all’occorrenza, i tratti, molto più che non ricordare il numero dei tratti in totale o tracciare i tratti nel corretto ordine. Il corretto ordine è in genere ricavabile grazie alle regole che trovate nell’immagine iniziale. Esistono però delle eccezioni (e qualcuno scrive più regole), ma io le ignoro bellamente: abbiamo tutti di meglio da fare che perderci dietro a simili sciocchezze… ma a parte questo corretto ordine con cui tracciare il kanji, sapere quanti sono effettivamente i tratti può essere importante (per usare il dizionario), e per non sbagliare serve conoscere alcune regole

  1. Premessa: i kanji si tracciano una componente alla volta, da sinistra a destra, dall’alto in basso. Cos’è una componente? Facile, prendiamo . Vedete bene che questo kanji è composto da 3 parti: 角 刀 牛 . Tutto qui.
  2. Non dovete ricordare a memoria il numero di tratti del kanji e nemmeno delle componenti, anche se sono più piccole e semplici… basta che all’occorrenza (p.e. per ricerche su dizionari di kanji) sappiate contare i tratti di ogni componente e poi sommarli. Per far ciò ricordate che:

☆ L’angolo in alto a destra non interrompe il tratto… cioè un quadrato o un rettangolo sono fatti da 3 tratti (il lato in alto e quello a destra sono un unico tratto, come in ).

★ Se manca un angolo in alto a destra, ma ho quello in basso a sinistra (p.e. in e in ), allora questo non interrompe il tratto.

☆ Angoli acuti, particolarmente “stretti” (certi sono “ad uncino”), in basso a sinistra o in alto a destra, non creano mai due tratti distinti, come potete vedere in ciascuno di questi kanji: ).

★ Di tratti anche solo vagamente curvi non ne troverete molti, ma se li trovate, è quasi ovvio, rappresentano un tratto solo. Guardate per esempio questi kanji:

Potete però cercare il kanji con Tagaini jisho, un software dizionario (gratuito, ovviamente!) che premendo sul kanji visualizzato vi fa vedere una bella animazione colorata del kanji nelle sue vari componenti e come tracciarlo per bene. Oppure potete usare un buon dizionario online come Denshi Jisho, che vi permette di vedere un’immagine statica, in vari frames, di come va’ scritto il kanji (provate a copincollare un kanji nel primo campo libero, dove dice japanese). In alternativa potete copincollarlo in questa pagina che genere automaticamente un’immagine colorata del kanji, con un numero e un colore diverso per tratto… o anche usare in word il font Kanji Stroke Order (aumentando la dimensione del kanji per vedere i numeri messi all’inizio di ciascun tratto).

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